Nonostante la siccità piove, anzi, se guardiamo alla scorsa estate, piove spesso. Nei paesi nordici, dove la pioggia è più di casa che da noi, paese del sole, viene maggiormente temuta e i guidatori ne hanno comunque una maggiore esperienza. Quando piove cambia tutto: cambia l’aderenza, cambiano le velocità, si creano nuovi pericoli come l’aquaplaning, cambiano le tecniche di guida, cambiano i riferimenti e le distanze, cambia la visibilità. Se tutto cambia dovremo fare riferimento a tutti gli elementi della guida.
Cominciamo dalla diminuzione di aderenza che ci costringe a rivedere distanze e velocità: infatti il coefficiente di aderenza in certi casi si dimezza con la pioggia. Meno aderenza vuol dire per prima cosa che si allungano gli spazi di frenata: di quanto? Difficile da dirsi, perchè molto dipende dall’asfalto e dallo stato di usura dei pneumatici. Inoltre va considerato che se a 50 Km/h l’allungamento degli spazi è modesto, a 130 Km/h è decisamente più evidente, specie se si arriva al bloccaggio delle ruote e, nei casi peggiori, può quasi raddoppiare gli spazi necessari per fermarsi.
Un grande aiuto in questi casi è dato dal sistema antibloccaggio dei freni, l’ABS, che, impedendo il bloccaggio delle ruote, permette di avere diverse pressioni frenanti sulle singole ruote.
Col bagnato questo è importantissimo proprio perché la minore aderenza fa sì che diventino determinanti, nel creare differenti condizioni di attrito sulle varie ruote, anche piccole differenze dell’asfalto, macchie d’unto o piccoli avvallamenti.
Detto della minore aderenza in frenata (aderenza longitudinale), va ricordato che la stessa situazione influisce anche nei momenti in cui si trasmette coppia alle ruote motrici, cioè quando si accelera. Col bagnato, specie con auto potenti, sarà facile sentire pattinare le ruote motrici e questo si tradurrà in una perdita di aderenza sulle ruote anteriori con la trazione anteriore con conseguente sottosterzo (l’auto tende a perdere direzionalità), e in una perdita di aderenza sulle ruote posteriori con la trazione posteriore con conseguente sovrasterzo di potenza (l’auto sbanda e tende a compiere un giro su se stessa, altrimenti detto testa-coda).
Dal punto della guida quindi dovremo ricalcolare la velocità di marcia e la distanza di sicurezza, frenare con maggiore attenzione e delicatezza e mai in curva; in accelerazione dovremo invece dosare progressivamente il gas evitando brusche accelerazioni e accelerare solo quando l’auto è uscita dalle curve (fate attenzione specie con le marce basse).
Ma dovremo comunque valutare continuamente anche l’aderenza in base al tipo di asfalto perchè se su certi asfalti granulosi si viaggia ancora con una certa sicurezza, su altri più consumati, lisci e magari sporchi di unto o di nafta si scivola veramente tanto. Quindi occhio anche al tipo di strada che state percorrendo.
Un ulteriore pericolo che si crea solo con la pioggia coinvolge anche la strada, la sua capacità di smaltire acqua e la sua regolarità: mi riferisco al pericoloso fenomeno dell’aquaplaning, che si verifica quando passiamo col pneumatico su una pozzanghera sufficientemente profonda. In questo caso, per un attimo, il pneumatico si trova a galleggiare su un cuscino d’acqua perchè non riesce a smaltire l’acqua attraverso le scanalature del battistrada e perde completamente aderenza. Situazione di grande pericolo che voi dovrete prevenire evitando le pozzanghere, evitando di entrarvi ad alta velocità, evitando quelle che si formano più facilmente a sinistra nella corsia di sorpasso in autostrada.
Prendete come riferimento il dato che un pneumatico nuovo riesce a smaltire l’acqua presente in una pozza di un centimetro solo fino a circa 85/90 Km/h. Quindi attenzione anche alle piogge torrenziali che creano un notevole spessore d’acqua anche in assenza di pozze e dove è facile andare in aquaplaning permanente oltre i 90/100 Km/h.
In caso di aquaplaning dal punto di vista della guida non potete fare molto: dovete rallentare e tenere forte il volante che potrebbe girare improvvisamente per effetto dell’aquaplaning su un solo lato dell’auto. Ma ci sono cose che dovete evitare assolutamente come reagire, presi dal panico, facendo pericolose correzioni di sterzo che sarebbero inutili sul momento e pericolose quando l’anteriore riprenderebbe aderenza all’uscita dalla pozzanghera. Inoltre evitate di frenare, perché frenando si sbilancia l’auto e si alleggerisce il posteriore e ogni piccola oscillazione del veicolo su una pozzanghera, finirebbe così per essere amplificata con grave pregiudizio per la stabilità.
In questi casi oltre a regolare il flusso d’aria e ad usare il condizionatore che deumidifica l’aria, è sempre bene avere un panno a disposizione, utile anche per pulire i vetri laterali.
Non ho bisogno di ricordarvi quel che succede in formula uno quando piove: avete già capito che i pneumatici sono i protagonisti della vostra aderenza al suolo. Lo sono in due modi: con la mescola che è responsabile dell’aderenza sull’asfalto bagnato e con il battistrada che è responsabile dell’espulsione dell’acqua da sotto il pneumatico.
La mescola dovrà sviluppare aderenza anche a basse temperature e tenete presente che le esigenze del “grip” (aderenza) sono in genere opposte a quelle della durata di un pneumatico: quindi spesso una lunga durata mal si combina con un buon grip.
Va inoltre sottolineato che col tempo un pneumatico subisce delle trasformazioni chimiche nella mescola e quindi, pneumatici che hanno percorso pochi chilometri ma che hanno qualche anno di vita, tendono ad avere una mescola più dura e quindi assicurano meno aderenza.
Più facile invece verificare l’efficienza del battistrada in aquaplaning, perché essa dipende in primo luogo dalla profondità degli incavi oltre che dal disegno e dal rapporto vuoti-pieni (battistrada-scanalature). Infatti mentre il battistrada di un pneumatico nuovo ha una profondità di circa 8 millimetri, è evidente che quando esso raggiunge la profondità permessa dal codice (1,6 mm.) non è assolutamente in grado di smaltire l’acqua in eccesso sotto il pneumatico. Quindi consiglio di sostituire comunque i pneumatici quando la profondità del battistrada è di circa 3mm. Quanto al disegno, quelli a freccia sono particolarmente efficienti in caso di aquaplaning.
La pressione dei pneumatici è importante anche per l’aquaplaning. Infatti, in caso di insufficiente pressione, il pneumatico tenderà ad appoggiare maggiormente sulla spalla creando così un incavo al centro che renderà più facile il verificarsi dell’aquaplaning.
In caso di pioggia è facile bloccare le ruote in frenata. Se questo si verifica bisogna sbloccare le ruote interrompendo per un attimo la frenata (e poi riprenderla). Se avete l’ABS, in emergenza, dovrete frenare spingendo al massimo sul pedale del freno, senza temere bloccaggi e senza farsi spaventare dal caratteristico rimbalzo sul pedale del freno: è il segnale che l’ABS sta lavorando. Naturalmente questo è anche un segnale che vi avvisa che l’aderenza è critica! Ricordate però di evitare di frenare forte durante la percorrenza di curve veloci, anche in presenza di ABS: non si bloccheranno le ruote ma l’auto potrebbe sbandare per il forte alleggerimento dell’asse posteriore.

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